Per colui che vede il proprio Sè espanso nell'universo e l'universo nel proprio Sè, e che vede il superiore e l'inferiore; la pace fondata sulla conoscenza non viene mai a mancare.

- Charaka Samhita Sha. V. 20 -



giovedì 10 settembre 2015

AUTUNNO ALLE PORTE: SANI E IN FORMA CON LA NATURA

L'autunno è il tempo della raccolta e della conservazione e, nella vita umana,  rappresenta simbolicamente la piena maturità.
In autunno la natura si prepara a conservare e raccogliere le energie per produrre il calore necessario a resistere alle temperature fredde e alle difficoltà dell'inverno. L'autunno è la stagione in cui si accumula Kapha Dosha.
Le piante fanno scorta di riserve  energetiche ed alimentari, accumulando le nelle radici, nei tuberi e nei bulbi.
Allo stesso modo l'uomo raccoglie la sua vitalità e le sue riserve più preziose nei muscoli,  nelle ossa e negli organi interni, soprattutto nel fegato.
È in questo periodo che dobbiamo accumulare le risorse per mantenere la vitalità.
Dobbiamo imparare ad energizzare l'organismo con il cibo più indicato e allo stesso  tempo drenare l'acqua accumulata in eccesso con una dieta estiva ricca di liquidi e frutta.
L'eliminazione delle tossine e delle scorie metaboliche è fondamentale nel periodo autunnale per impedire al corpo e alla mente di intorno dirsi nel seguente periodo invernale.
Con l'abbassamento della temperatura il corpo suda meno e ha quindi meno possibilità di espellere tossine che con il tempo possono causare gonfiore alle articolazioni, malesseri e dolori.
Se l'organismo si raffredda , il metabolismo rallenta rendendoci più soggetti a dolori reumatici, raffreddori,  infezioni delle vie respiratorie,  tosse,  mal di gola,  febbre e abbassamento delle difese immunitarie.
È bene allora introdurre gradualmente nella dieta, in grado di stimolare la produzione di calore interno. Frutta secca e semi oleosi integreranno il consumo di frutta fresca di stagione.
Con le temperature più rigide la cottura dei cibi dovrà essere gradualmente prolungata e i piatti serviti caldi da prediligere ad insalate o alimenti freddi.
Le tradizioni orientali consigliano di assumere cibi salati per tonificare i reni, piccanti per rinforzare i polmoni,  dolci per aiutare la digestione ed equilibrare il corpo.
Tra i cereali sono da preferire avena, riso, farro,miglio.
Ottime le zuppe di miso e l'utilizzo di verdure come radicchio, cicoria, ravanelli, rape, carote.
Con il diminuire dell'umidità e l'avanzare del freddo è  bene introdurre cibi dolci e pesanti che pacifichino Vata. Da evitare carni e formaggi freschi. Bere latte fresco biologico caldo.
L'aumentare questo genere di cibi faciliterà inoltre la produzione di Ojas, Essenza. Ovvero il nostro sistema immunitario.
È bene inoltre sottoporsi a trattamenti di karnapoorana, ovvero pulizia profonda delle orecchie attraverso oli caldi e fumigazione, Netra Vasti, pulizia degli occhi attraverso cataplasmi al Ghe,  Nasyam, pulizia del naso con oli medicati o polveri di erbe.
Oliazione del corpo con olio di sesamo, per lo meno testa, palmi delle mani, piedi, ombelico.
In più massaggi linfodrenanti Neerabhyangam e Pinda Sweda.






martedì 1 settembre 2015

22 SETTEMBRE ORE 20.00 : "Presentazione del corso ALLA SCOPERTA DELLA BHAGAVADGITA "

18 incontri ognuno dedicato ad un capitolo del famoso poema indiano durante i quali verranno esaminati gli aspetti filosofici e psicologici del testo, la metrica e il valore energetico, valore energetico della sonorità, applicazioni nella vita quotidiana.
Mantra e meditazioni inerenti accompagneranno questo percorso.

domenica 23 agosto 2015

ABRAMO E L'INDUISMO

Fonti risalenti al 100 d.C. attestano che Aristotele  definì gli ebrei discendenti dei filosofi indiani e che da questi ultimi erano denominati Calani.
Clearco invece scrisse anch'egli che gli Ebrei discendono dai filosofi dell'India, infatti in India i filosofi sono chiamati Calaniani, mentre in Siria sono detti Ebrei.
Megastene invece fu inviato in India da Seleuco  Nicator circa 300 anni prima di Cristo ed egli affermò che gli Ebrei erano una tribù indiana chiamata Kalani. ..
Esistono notevoli somiglianze tra induismo ed ebraismo da far credere che quest'ultimo derivi proprio dal primo. Notevoli le coincidenze fra il dio indù Brama e la sua consorte Saraisvati e l'Abramo e la sua Sara ebrei. Si pensa inoltre che Abramo fosse il discendente di qualcuno dei numerosi sacerdoti Brahmani che avevano lasciato l'India per diffondere i loro insegnamenti nel mondo intero. In India Brahma era altamente rispettato e la sua influenza si espandeva attraverso la Persia sino alle terre bagnate dal Tigri e l'Eufrate. I Persiani adottarono Brahma e ne fecero una propria divinità. Successivamente avrebbero detto che il dio sarebbe arrivato dalla Bactria, regione montuosa a metà strada sul percorso verso l'India. Tale regione altro non era che la sede di una primitiva nazione ebrea denominata Juhuda o Jaguda o anche Ur-Jaguda. Ur significa "luogo" o "città". Sembra perciò che la Bibbia  non sbagli nel dichiarare che Abramo era venuto da Ur dei Caldei. Cadeo tra l'altro sembra derivare dal sanscrito Kaul-Deva, il titolo di un'antica casta sacerdotale indù di Brahmani che viveva in una zona tra Afghanistan, Pakistan e Kashmir. Casta a cui apparteneva Abramo e che fu espulsa dal paese.
I Persiani sembra pretendessero che il loro fondatore fosse Ibrahim, Abraham, così come gli Ebrei. Infatti secondo l'antica storia persiana, il padre di Abramo era venuto da un paese dell'Est chiamato Ur dei Caldei per abitare in una regione chiamata Mesopotamia. Qualche tempo dopo anche Abramo o Brahma e Sara o Sara-istanti andarono ad abitare in questa zona. Peraltro l'identificazione di Abramo con Brahma e quella di Sara con Saraiswati sarebbe confermata e precisata dai Gesuiti.
I nomi dei figli di Abramo avrebbero inoltre una derivazione sanscrita: Isacco in ebraico è Ishaak mentre in sanscrito Ishaku e significherebbe "amico di Shiva", mentre Ismaele, Ishmael in ebraico e Ish-Mahal in sanscrito significa "grande Shiva".
Lo storico indiano Kuttikhat Purushothama Chon ritiene che Abramo fosse stato cacciato dall'India e dichiara che gli Ariani, incapaci di combattere l'emergente casta mercantile degli Asura, distrussero poi i loro sistemi di irrigazione causando una inondazione distruttiva che portarono Abramo e la sua famiglia a marciare verso Occidente.
Questa guerra di caste portò ad esodi di grossa portata che portarono diversi gruppi indiani a raggiungere sino in occidente addirittura ai confini con la Grecia. L'esodo dei rifugiati dall'antica India avvenne in più ondate ed essi nel  tempo vennero chiamati Kassiti, Hittiti, Siriani, Hurriti,   Assiri, Aramei,  Hyksos,  Mitanni, Caldei nonché  popolazioni indo-europee di cui non si conosceva la provenienza. 

domenica 16 agosto 2015

Studio La Piccola India

Questo studio nasce dalla passione per l`Ayurveda e l`interesse nella cura della persona a livello fisico e sottile, dell`anima.
È un luogo di incontro dove sperimentare, imparare, rilassarsi, dedicato alla persona e ove, oltre a proporre consulenze e trattamenti ayurvedici e di Theta Healing, vengono proposti incontri di meditazione, conferenze a tema, serate di ascolto, corsi di yoga e ayurveda.
Offre inoltre la possibilità di affittare sale a chi volesse organizzare corsi ed eventi.

Lo studio accoglie inoltre la scuola di Ayurveda Aum Shanti di Milano e propone la scuola biennale in tecniche del massaggio ayurvedico. Responsabile di questa sede la titolare Martelli Michea, operatrice Ayurveda, nonché docente di Ayurveda per la scuola ospitante.


Lo studio è sito nel centro di Faenza a pochi passi dalla stazione centrale in Via Case Nuove 40/42, facilemente raggiungibile dall'autostrada e dalla stazione centrale dei treni.

Visita il sito http://lapiccolaindia.wixsite.com/lapiccolaindia