Per colui che vede il proprio Sè espanso nell'universo e l'universo nel proprio Sè, e che vede il superiore e l'inferiore; la pace fondata sulla conoscenza non viene mai a mancare.

- Charaka Samhita Sha. V. 20 -



lunedì 7 novembre 2016

LA SINUSITE DAL PUNTO DI VISTA AYURVEDICO

La sinusite cronica è una malattia delle vie respiratorie superiori. Alcune delle ossa del naso e del viso hanno spazi vuoti, chiamati seni. Il rivestimento interno dei seni sono mucose morbide. A causa di diversi fattori la membrana mucosa si infiamma. Questo porta ad accumulo di muco o catarro in queste cavità. A tempo debito, germi (batteri) si sviluppano e portano alla manifestazione della sinusite. A causa del fluido nasale pesanti ripetutamente espulso si crea infezione nelle ossa della regione del seno che diventano rigonfie, dolenti e pruriginose.

Cause di sinusite:
  • fumo di sigaretta
  • lavorare in ambienti polverosi, zona inquinata, zona umida
  • esposizione a sostanze irritanti, droghe chimiche
  • carenza nutrizionale
  • debole immunità
  • lavorare in climi freddi
  • cambiamenti atmosferici
  • polipi nasali
  • fibrosi cistica
  • blocco nella tromba di Eustachio dell’orecchio
  • fattore genetico
Classificazione per localizzazione
  • Sinusite frontale- Dolori alle cavità nasali frontali, sopra gli occhicon mal di testa (emicrania)
  • Sinusite mascellare – Dolori al mascellare, mal di denti, e mal di testa.
  • Sinusite etmoidale – Dolori, infezioni dietro l’occhio e parte superiore del naso.
  • Sinusite sfenoidale- Dolori dietro gli occhi fino al vertice del cranio, o posteriormente.
Concetto ayurvedico di sinusite
Secondo l’Ayurveda la causa principale di sinusite è una digestione impropria. Agni (fuoco digestivo) è basso, il cibo non è adeguatamente digerito.In questo caso il cibo introdotto nel corpo e non digerito completamente crea tossina che contribuisce a formare catarro.Si crea così l’infiammazione nasale. A causa di agni debole del sistema digestivo kapha viene sbilanciato e iperproduce liquido. Kapha dosha è responsabile della produzione di catarro. L’accumulo di catarro disturba il vata. Il vata prahna viene agitato dalla ostruzione creata dal catarro.
Pitta è un trasportatore delle sostanze nutritive metaboliche. Pitta è ‘responsabile della creazione del fuoco digestivo. La carenza del dosha del fuoco, che perde il controllo sul fuoco digestivo del agni, l’eccessivo kapha ed il vata disturbato portano alla manifestazione di muco e respiro viziato. Tutti questi tre dosha contribuiscono alla sinusite.

Rimedi casalinghi
In mezzo litro di acqua + 20 gr di sale + un cucchiaino di curcuma. Far bollire per cinque minuti, prendere ripetutamente.
Tè di basilico foglia di Tulsi e foglie di menta.
Coriandolo e cumino in polvere bollito nel latte.

Dieta:
Assumere cibo leggero, facile per la digestione. Bere acqua tiepida.
Evitare: – cibo pesante, alimenti fermentati, cibi congestizi, cibo troppo caldo o troppo freddo, acido, carni, latte, cagliata, gelati, dolci, torte, ecc
Evitare le bevande alcoliche.

Trattamenti ayurvedici di base:
La sinusite cronica è curata dall’ Ayurveda con i seguenti trattamenti
Nasya: è un processo di inalazione con oli medicati. Gocce di olio medicato vengono inseriti in ciascuna narice. Risulta perfettamente efficace se fatto nelle prime ore del mattino.
ShiroAbhyanga: oleazione della testa con massaggioa base di oli medicati dimostra di essere utile per prevenire l’accumulo di kapha nelle cavità dei seni paranasali.
JalaNeti: – Per la pulizia del kapha accumulato nel percorso nasale (pulizia delle cavità nasali yogica)
Basti: – Corregge il vata, ovvero clistere. (panchakarma)
Vaman: – Rimuove il kapha viziato attraverso il vomito indotto. (panchakarma)

mercoledì 8 giugno 2016

KALARIPPAYAT...OVE LO YOGA SI FONDE NEL MITO DELLE ARTI BELLICHE

Il Kalarippayat è la forma di espressione corporea più elegante, complessa, bella e vigorosa che l`India abbia mai creato. Il kalarippayat è l`arte marziale che unisce combattimento, yoga, meditazione, massaggio, medicina ayurvedica e fine conoscenza dei punti vitali del corpo umano. Un`arte marziale aperta anche alle donne.
Questa arte di difesa personale affonda le sue radici storiche in un lontano passato dove il mito delle arti belliche dravidiche e le gesta delle caste guerriere brhaminiche sono protagoniste.
Una leggenda sussurra che sia addirittura la madre di tutte le arti marziali. Il monaco buddhista indiano Bodhidharma l`avrebbe introdotta in Cina nel V secolo d.C. a Shaolin.
Oggigiorno questa antica arte si è preservata nelle regioni del Kerala e del Tamil Nadu.
Antichi e nuovi guerrieri iniziano la loro giornata di allenamento con esercizi di pranayama accompagnati da movimenti per sciogliere e scaldare il corpo, praticano il saluto kalari vandhanam, ovvero alla divinità tutelare del kalari, ai maestri, ai guardiani delle otto direzioni e poi alla natura ed iniziano infine l`allenamento marziale.
L`allenamento o Meypayattu consiste in una fluida sequenza di posture, al pari di molte asana dello yoga, poi gli allievi si allenano con lunghi bastoni o vadi e poi con bastoni più corti, Muchann, che implicano movimenti molto rapidi e forte capacità di controllo. Man mano che l`allievo acquisisce maggiore sicurezza potrà utilizzare via via armi sempre più pericolose: i bastoni a due curve come gli otta, il kaadari o pugnale, l`urami, la lunga e flessibile spada.
Nel kalarippayat fondamentale è il rapporto tra Maestro e discepolo: si instaura una sorta di relazione padre/madre-figlio nella quale il maestro conosce perfettamente le qualità fisiche dell`allievo, ma anche ogni aspetto della sua mente, cuore e carattere al pari di un guru dello yoga.
Gli aspiranti allievi diventano tali già dall`età di sette anni, età in cui vengono introdotti alla pratica posturale, respiratoria e alle prime tecniche semplificate di combattimento. Verso i quindici anni vengono condotti alla conosenza di alcuni punti marma del corpo e del massaggio. Nel tempo il maestro svelerà all`allievo i segreti del kalari introducendolo alla lotta solo quando riconoscerà in lui controllo e stabilità mentale.
Come lo yoga è finalizzato al risveglio della kundalini shakti, il kalari è volto al risveglio della potenza, la shakti interiore. La si risveglia attraverso pratiche respiratorie controllate, le stesse del pranayama yogico.
Queste respirazioni sono però dette swasam.
Nel sud dell`India si narra di antichi maestri di kalarippayat che erano al pari dei siddha: autentici risvegliati dotati di poteri paranormali o sovrumani, acquisiti come frutto dell`esercizio marziale, della respirazione e della meditazione. Sapevano curare quasi magicamente le malattie, le ferite e le contusioni, le fratture ecc...Tutto ciò grazie alla conoscenza dei punti marmani, punti vitali del corpo, ed erano in grado di colpire in combattimento quelli dell`avversario mettendolo al tappeto.
Erano uomini coraggiosi in grado di affrontare ogni situazione e di rianimare corpi esanimi senza mai trasgredire i codici dei loro lignaggi. Ciò li rendeva simili più a semidei che agli uomini a cui il coraggio spesso viene meno.